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Il parere preliminare è una valutazione tecnica iniziale che consente di comprendere se un documento presenti reali profili di interesse grafologico-forense e se vi siano elementi sufficienti per ipotizzare una contestazione o una difesa fondata.

 

La sua funzione principale è orientare il cliente prima di assumere decisioni più impegnative, come iniziare una causa, impugnare un testamento o richiedere una consulenza tecnica completa.

 

Il parere tecnico pro veritate, invece, è un elaborato più approfondito, strutturato e formalizzato, destinato a esporre in modo argomentato le risultanze dell’analisi tecnica. Viene generalmente richiesto quando il caso è già maturo, il quadro documentale è sufficientemente definito e vi è l’esigenza di disporre di una valutazione tecnica completa, utile anche in sede stragiudiziale o giudiziale.

 

Per questa ragione, nella maggior parte dei casi è consigliabile iniziare dal parere preliminare. Questo consente di verificare in anticipo la consistenza tecnica del caso, di distinguere tra semplice sospetto e reale criticità documentale, di valutare l’idoneità del materiale disponibile e di evitare iniziative processuali costose e pericolose se non sufficientemente supportate sul piano probatorio.

 

In sintesi, il parere preliminare serve a capire se il caso merita di essere coltivato, mentre il parere pro veritate serve a sostenere, con una struttura tecnica più ampia e solida, una posizione già ritenuta meritevole di approfondimento.

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