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Conviene chiedere un parere preliminare quando il dubbio riguarda prima di tutto la tenuta tecnica del documento e non ancora la sola strategia giudiziaria.

 

Succede spesso in presenza di firme contestate, testamenti olografi dubbi, scritture private sospette, lettere anonime o documenti che presentano possibili anomalie.

 

In questi casi, prima di iniziare una causa, è fondamentale capire se esistano davvero elementi grafologico-forensi seri su cui fondare una contestazione o una difesa.

 

Il parere preliminare serve proprio a distinguere tra semplice sospetto e reale criticità tecnica, evitando di intraprendere un contenzioso senza una base probatoria adeguata.

 

In termini pratici, ci si rivolge prima a un grafologo forense quando il problema principale è verificare se un documento sia autentico, se una firma sia apocrifa, se testo e sottoscrizione provengano dalla stessa mano o se vi siano indizi di alterazione, imitazione o dissimulazione.

 

Ci si rivolge invece all’avvocato quando il quadro tecnico è già sufficientemente chiaro e occorre decidere come agire sul piano giuridico, processuale o strategico.

 

Nella maggior parte dei casi, il percorso più corretto è questo: prima si verifica la consistenza tecnica del documento, poi si valuta con il legale se e come procedere.

 

Nei casi più complessi o urgenti, le due figure lavorano in modo complementare.

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